Fabrizio Coniglio.it

..

La commedia di questa divina terra

La commedia di questa divina terra

..

Il protagonista è un uomo ricco, disilluso, cinico, profondamente infelice, "nel mezzo del cammin di nostra vita".

Sarete travolti dalla sua storia e dalla sua personale "espiazione".

L'esclusivo villaggio turistico posto in una lontana e misteriosa isola fa da scenografia al viaggio di questo, "viandante" che sarà scaraventato, suo malgrado, in situazuioni incredibili e talvolta surreali.

Tutto farà parte di un percorso, di un pellegrinaggio che lo porterà a perdersi per trovare, alla fine, un inattesa redenzione. Tutta la sua futura vita dipenderà da questo incredibile viaggio.

Giugno 2008..

L'asino di troia

l'asino di troia

..

L’asino di Troia Il filosofo sofista Gorgia di Lentini (Lentini- Siracusa 480 a.C. – Larissa-Tessaglia 380 a.C.), considerato in antichità l’inventore della retorica (le “figure forgiane”), disse un giorno: “Distruggere la serietà dell’avversario con il riso ed il suo riso con la serietà”. Questa “massima” ci viene in mente leggendo questa nuova “avventura” letteraria di Fabrizio Coniglio, emergente scrittore al suo esordio alcuni mesi fa con il romanzo “La valle delle rocce rosa”, una storia sentimentale, lontana anni luce dai racconti “minimalisti”, raccolti in quest’opera intitolata “L’asino di Troia”. Un minimalismo, in alcuni casi estremizzato (Catarina di Russia, Merlino, La dieta, La domanda ecc...), dove però, l’umorismo sottile, a più riprese esalta l’evento. Non è per caso che Freud ebbe a dire “l’umorismo è il più elaborato meccanismo di difesa. Una risposta fuori luogo trasforma un momento di disperazione in un momento piacevole o quanto meno sopportabile”.

Febbraio 2007..

La valle delle rocce rosa

la valle delle rocce rosa

..

Un diario di Bordo. Così Vittorio, il protagonista del romanzo, definisce queste pagine sentendosi un naufrago pasato dagli aperitivi di una vita borghese ai calli del mestiere di agricoltore, dalla frenesia della carriera ai ritmi lenti imposti dalla natura. Vitorio è un uomo in fuga dalla città disumana, dalla moglie che lo ha lasciato e dal figlio che pure avrebbe bisogno di lui: il disordine dell'anima che lo affligge non gli permette nemmeno di godersi quei tramonti dolomitici che ogni sera guarda dal suo podere, intuendo la vanità del dolore di fronte alla maestosità delle montagne. Neppure gli amici più vicini, primi fra tutti l'energico don Bruno, che lo incoraggia con l'esempio, e l'ingenua Gaia, che pare farlo lentamente innamorare, sembrano in grado di cambiare la sostanza della vita che si è scelto: possono solo testimoniarla. "La valle delle rocce rosa" - un libro di idee e di dubbi, che farà sognare i lettori più sensibili - ribadisce l'insegnamento di ogni vita che sia veramente vissuta: è durante la gara e non all'arrivo, quando si corre e non quando si taglia il traguardo, in mare aperto e non in porto, che si nasconde la richhezza di ciò che cerchiamo. Bisogna accettare di naufragare, di scendere all'inferno per riuscire "a riveder le stelle".

Luglio 2006..

Questa pagina ha avuto  8335 visite